« Vi ha chiamati dalle tenebre alla sua meravigliosa luce »
(1 Pietro 2,9).
Domenica Laetare : il momento evangelico in cui intravediamo la
gloriosa Luce della Vita Nuova nella Risurrezione, quando le nostre penitenze
quaresimali vengono sospese e le nostre anime si sforzano di raggiungere lo
splendore della nostra elevazione in Cristo risorto.
Nel Vangelo di questo giorno di gioia, entrando
discretamente nella scena evangelica, possiamo restare senza parole davanti a
ciò che contempliamo man mano che gli avvenimenti si svolgono.
Il Signore Gesù " passava e vide un uomo
cieco dalla nascita " (Giovanni 9,1-41).
Forse notiamo che il cieco non chiede ai discepoli
di condurlo da Gesù né di supplicare la sua guarigione. Non sentiamo l’uomo
rivolgersi a Gesù, il che ci fa supporre che forse non aveva mai sentito
parlare di questo Guaritore. Era semplicemente un uomo cieco, in piedi sul
ciglio della strada, che ascoltava i discepoli di Gesù domandare al Signore se
la sua cecità fosse dovuta ai peccati dei suoi genitori.
L’uomo nato cieco rimane completamente in
silenzio.
Il nostro pensiero può richiamare questa breve
preghiera: " Signore, tu sei vicino a coloro che ti cercano senza
saperlo " (Liturgia delle Ore).
E il Signore si avvicina all’uomo nato cieco, la
cui vita cambia per sempre.
Sentiamo il Signore Gesù parlare…
« Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo. »
... sputò per terra e fece del fango con la saliva
e spalmò il fango sugli occhi dell’uomo » (Giovanni 9,1-41).
E Cristo Gesù dona a un uomo nato cieco la luce
della vita, luce fisica e, come testimonia il resto del Vangelo, luce
spirituale; un uomo che non aveva mai conosciuto la luce del giorno e che
viveva anche in una profonda oscurità spirituale.
Possiamo fermarci a meditare in preghiera: chi
siamo noi in questo momento miracoloso del Vangelo?
Al momento della nostra Creazione…
« … il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere
del suolo,
e soffiò nelle sue narici un alito di vita,
e l’uomo divenne un essere vivente » (Genesi 2,7).
Il Creatore ci plasma dalla polvere; il Soffio di
Dio anima il nostro essere e la nostra anima riceve la vita in Dio.
Siamo creati fisicamente dal nulla.
Il Signore Gesù, « finché è nel mondo », non
smette mai di amarci e di donarci una vita nuova in Lui.
Siamo stati, siamo e saremo sempre, spiritualmente
riformati e ricreati, eternamente, nell’Amore.
« Perché siamo in questo mondo? La grande ragione
è che Dio è Amore e ci ha amati. Ti ha creato per amore, ti ha chiamato per
amore, e questo amore rimane vivo. Ciò che ha amato, continua ad amare; ciò che
ha donato, non lo ritirerà mai. Come san Paolo, che comprendeva profondamente
la natura di Dio, ci ricorda: “I doni di Dio sono irrevocabili” (Romani 11,29),
e ciò che ha iniziato, Egli lo porterà a compimento.
Dio non può abbandonarci, non può lasciarci,
perché ci ama. La nostra grande speranza è Dio; la nostra grande speranza è
l’eternità! Egli vede tutte le cose con verità e chiarezza, mentre noi vediamo
solo le apparenze. Ci vede nella nostra realtà eterna. Desidera condividere con
noi la sua visione, risvegliare la nostra speranza in questa realtà eterna »
(Padre Marie-Eugène dell’Infanzia di Gesù).
CRISTO È LA LUCE CHE CI TIRA FUORI DALLA NOSTRA
CECITÀ SPIRITUALE OSCURA.
E, nel suo Amore, ci trasforma in…
" LA LUCE DEL MONDO; ...
CHI MI SEGUE AVRÀ LA LUCE DELLA VITA "
(Giovanni 9,1-41).
ECCO LA DOMENICA DI LAETARE: UN GIORNO DI SANTA
GIOIA.
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Thank you and may our tender God continue to bless you with His great Love.
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